In una riga: se vuoi un sito e non vuoi fare il sistemista, prendi un hosting gestito serio e dimenticatene. SiteGround è quello che consiglio da anni a chi me lo chiede.
Questo sito gira su un server che gestisco io, con aggiornamenti, sicurezza, posta e backup fatti a mano. Lo faccio perché è il mio mestiere e perché mi diverte. A un amico che vuole aprire il sito della sua attività non lo consiglierei mai: quel tempo lo deve spendere sull’attività, non sui log del server.
Non è un consiglio teorico: dal 2020 sette persone che mi hanno chiesto “come faccio il sito” sono passate dal mio link e hanno aperto lì il loro. Su ognuna ho ricevuto una commissione, e lo scrivo qui perché è giusto che si sappia. Nessuna mi ha più chiamato per un server giù, che è esattamente il punto.
Cosa significa “hosting gestito”
Paghi un canone e qualcun altro tiene in piedi il server: aggiornamenti di sistema, certificato HTTPS, backup automatici, protezione dagli attacchi più comuni, assistenza quando qualcosa non va. Tu ti occupi solo di WordPress e dei contenuti. La differenza con un server “tuo” è la stessa che passa tra affittare un appartamento e costruire una casa.
Perché SiteGround
- WordPress preinstallato e aggiornato da loro, con una cache già configurata che sui piani base fa più differenza di qualsiasi plugin.
- Backup giornalieri con ripristino in un clic. È la voce che conta davvero: la domanda non è se romperai qualcosa, ma quando.
- Copia di prova (staging): provi un aggiornamento o un tema nuovo su una copia, e se funziona lo porti sul sito vero.
- Server in Europa, cosa che semplifica la vita sul GDPR.
- Assistenza via chat che risponde davvero, anche a chi non sa cos’è un DNS.
Dove sta il trucco
- Il prezzo del primo anno è promozionale. Al rinnovo sale, e sale parecchio. Il conto va fatto sul prezzo pieno, non su quello in offerta. Vale per SiteGround come per tutti i concorrenti.
- Il piano più economico ha limiti di spazio e visite: per un sito vetrina o un blog bastano, per un negozio online no.
- Non è il più economico in assoluto. Esistono hosting a due euro al mese. Quando li ho visti da vicino, per amici che ci erano finiti, il risparmio l’hanno ripagato in ore perse e siti lenti.
Quando invece no
Se sai già cos’è SSH e ti piace mettere le mani sul server, un VPS costa meno e insegna di più: è la strada che ho preso io. Se il sito è un progetto personale che aggiorni due volte l’anno, anche un servizio tipo Carrd o le pagine di Notion possono bastare, a costo zero.