In una riga: con EasyPark il parcheggio in strada lo pago dal telefono, lo allungo da dove sono se la riunione va lunga e lo fermo quando riparto. Non ho più monete in macchina, e non ho più multe per un quarto d’ora di ritardo.
Cosa fa
Apri l’app, ti trova la zona in cui sei, scegli quanto tempo, confermi. Il parchimetro non serve. Il vigile legge la targa e vede che hai pagato. Se stai per finire il tempo ti avvisa, e lo allunghi con un tocco senza tornare all’auto. Quando riparti fermi la sosta e paghi solo i minuti effettivi, non l’ora intera che avresti messo nel parchimetro per stare tranquillo.
Perché ce l’ho
- Il tempo reale. È il vero risparmio: un caffè da venti minuti costa venti minuti, non un’ora.
- La riunione che sfora. Allungo dal telefono, sotto il tavolo. Prima era la corsa al parchimetro o la multa.
- Funziona in gran parte d’Italia e d’Europa con la stessa app e la stessa carta. Nelle città dove esiste, di solito è convenzionata con il comune insieme ad altre app: controlla il cartello, c’è scritto quali valgono.
- Su Revolut le ho dedicato una carta virtuale, così vedo a colpo d’occhio quanto spendo di parcheggi al mese. Più di quanto pensassi.
Quando invece no
- C’è una piccola commissione di servizio su ogni sosta, o un canone mensile che la toglie. Per due soste al mese la commissione conviene; se parcheggi ogni giorno, fai il conto sul canone.
- Non copre tutte le città: nelle piccole a volte vale solo l’app scelta dal comune. Il cartello del parchimetro è l’unica fonte affidabile.
- Per il parcheggio in aeroporto è un altro discorso: lì conviene prenotare prima, ne parlo nell’articolo sui viaggi.
Registrandoti dal mio invito ricevi 4 € per la prossima sosta, e un credito analogo arriva a me.