In una riga: Revolut ha sostituito il conto cointestato che avevamo in una banca tradizionale, e non è tornato indietro nessuno dei due.
Non è il conto dove arriva lo stipendio. È il conto dove sposto, a inizio mese, la cifra che mi serve per le spese piccole: caffè, spesa veloce, abbonamenti, le cose che si comprano online senza pensarci. Finita quella, ho finito. Un budget che si controlla da solo, con una carta che non mi fa paura usare ovunque.
Perché ha vinto sulla banca
- Le valute, quando viaggio. È il motivo per cui l’ho aperto. Pago in valuta locale al cambio reale, entro i limiti mensili del piano gratuito, e vedo l’addebito in euro sul telefono prima ancora che il cameriere torni con la ricevuta. Con la carta della banca vecchia ci lasciavo qualche punto percentuale ogni volta e lo scoprivo a fine mese.
- Il conto cointestato in due minuti. In banca era un appuntamento, un modulo, una settimana. Qui è un conto condiviso che si apre dall’app e si gestisce in due, ognuno dal suo telefono, con le notifiche di entrambi.
- Una carta virtuale per ogni abbonamento. Se un servizio alza il prezzo senza avvisare o rende difficile disdire, blocco quella carta e finisce lì. E per i siti che non conosco uso la carta usa e getta: il numero cambia dopo ogni pagamento.
- Dividere le spese con chi ha Revolut è un messaggio, senza IBAN da dettare.
Cosa non ci faccio
Non ci tengo i risparmi e non ci faccio arrivare lo stipendio. Revolut oggi è una banca con licenza europea e i depositi sono garantiti come in qualsiasi altra, ma per come lo uso io resta il conto “di servizio”: quello esposto a internet, mentre il conto vero sta al riparo. Per la stessa ragione tengo attive tutte le notifiche, ogni movimento sul telefono in tempo reale.
Quando invece no
- Se vuoi una filiale con una persona davanti: qui c’è la chat, e basta.
- Se ti servono mutuo, fido o un conto per l’azienda: è un altro mestiere.
- Se non viaggi e non compri online, il vantaggio si riduce a poco più della comodità dell’app.
Piano gratuito o a pagamento?
Per l’uso che descrivo qui basta il gratuito. I piani a pagamento hanno senso se viaggi molto o vuoi assicurazioni incluse: nomi e prezzi cambiano spesso, guardali sul sito prima di scegliere.